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Il sogno di tanti anni, diviene realtà.
Con queste parole il sindaco di Custonaci, Giuseppe Bica, preannuncia
limminente entrata in vigore del Piano per gli insediamenti produttivi
delle aree industriali del comune. Si tratta di una superficie di 196.251
metri quadrati di terreno sito in contrada Corvo-Pignatello - Piano Alastre,
già di proprietà del comune. Su questa superficie sorgeranno
12 lotti da assegnare ad altrettante industrie del marmo. Lampiezza
dei lotti è giustificata dalle norme di legge che prescrivono ben
precise aree a tutela dellambiente. Nella zona esistono già
le opere di urbanizzazione primarie come le strade, la luce, lapprovvigionamento
idrico e limpianto telefonico. Rimane da realizzare solo il parcheggio
e sistemare larea a verde. A ben guardarlo, nelle planimetrie del
progetto, al suo completamento, sarà unarea allavanguardia
non solo nel nostro territorio provinciale, ma anche su quello regionale.
Larea industriale, che sorge a nord della cittadina, è raggiungibile
con la viabilità esistente ed in particolare è ben collegata
alla S.P. n.18 e n.16, nonché alla S.S. n.187 per tramite delle
strade già realizzate dal Consorzio A.S.I. di Trapani. Tutte queste
vie di accesso consentono altresì unuscita mirata dei mezzi
pesanti di trasporto del marmo per raggiungere il porto, laeroporto
e la stazione ferroviaria sia di Trapani che di Palermo. Abbiamo
già acquisito i nulla osta della Soprintendenza, della Forestale,
del Genio Civile e della A.U.S.L. - sostiene Bica - e la delibera definitiva
è già allOrdine del giorno del consiglio comunale
per latto finale. Subito dopo, sarà pubblicato il bando
per la definitiva assegnazione delle aree. Lassegnazione -
secondo il sindaco - avverrà nella massima trasparenza e secondo
i dettami del Regolamento in fase di adozione. Un regolamento che
a grandi linee utilizza la metodologia delle assegnazioni sulla base di
quello vigente per lA.S.I. Anche i prezzi di acquisizione saranno
assimilati a quelli dellArea di sviluppo industriale e si tratterà,
in buona sostanza, di prezzi politici. Tutte le previsioni lasciano intendere
che per la fine dellanno le aree saranno ammesse al bando. Non poche
però le difficoltà incontrate durante la preparazione dei
lavori e superate dalla amministrazione comunale.Non ultimo, il vincolo
paesaggistico della zona che ha richiesto diversi incontri con la soprintendenza.
Alla fine, però, è stato raggiunto un accordo: saranno realizzate
solo opere compatibili. Con caratteristiche particolari che si coniughino
bene con lambiente circostante. In buona sostanza, un costo aggiuntivo
per le aziende che saranno assegnatarie. Ma queste sono ormai cose superate.
Per il futuro, che è poi il futuro prossimo, Custonaci potrà
finalmente avere la sua zona industriale e potrà affidare allabilità
dei propri operatori il mantenimento dei mercati e la ricerca di nuovi
sbocchi commerciali. Tutto questo- conclude il sindaco- in tempi
molto rapidi perché le aree individuate sono già di proprietà
del comune essendo state espropriate, da tempo, in base alla legge sulla
lavorazione del marmo. Legge che consentiva ai comuni la creazione
di infrastrutture al servizio delle attività marmifere. Il sogno,
che Bica indica come una magnifica realtà, adesso passa nelle competenti
mani degli operatori del marmo, per lo sviluppo del comparto, assolutamente
vitale per la crescita dellintera economia del comune e dellintero
territorio.
Per Giovanni Noto, assessore ai Lavori Pubblici
del comune di Custonaci, il PIT prevede un pacchetto di risorse dalle
quali potranno attingere principalmente i privati. In tale ottica gli
Enti pubblici ridurranno al minimo la loro opera e daranno più
spazio ad iniziative e proposte individuali, al fine di coinvolgere il
tessuto produttivo comunale nel rilancio del territorio
In merito al progetto Alcinoo ed alla possibilità di
sfruttare la stessa iniziativa per l'industria di estrazione del marmo,
l'assessore ha dichiarato: Il PIT Alcinoo si occupa principalmente
del settore agricolo, per questo è volto a promuovere e valorizzare
solo questo aspetto o, al massimo, quelli ad esso direttamente collegati.
L'industria troverà altre vie di finanziamento.
LA GIUNTA
Sindaco
Giuseppe BICA
Lavori pubblici, Bilancio, Finanze
Vice sindaco
Giovanni ODDO
Turismo, Sport, Spettacolo, Pubblica Istruzione, Personale, Acquedotto
Assessore
Giovanni NOTO
Urbanistica, Territorio e ambiente, Politiche del Lavoro, Patrimonio,
Edilizia, Agricoltura
Assessore
Nicola INCAMMISA
Industria e attività marmifere, Traffico e Polizia urbana, Ecologia,
Sanità, Protezione civile
Assessore
Nicolò RUGGIRELLO
Politiche sociali, Artigianato e commercio, Cultura, Beni culturali, Statistiche,
Rapporti con l'Europa
Custonaci deve attribuire il suo sviluppo economico
e sociale, degli ultimi cinquantanni, allestrazione ed alla
lavorazione del marmo. Nel territorio comunale, attualmente, si produce
l85% del marmo siciliano e il 15% di quello nazionale. Il settore
marmifero di Custonaci, infatti, con le 130 cave in attività, i
40 tra opifici e laboratori per la lavorazione, i circa 3.000 addetti
tra attività dirette ed indotto e un giro daffari annuo di
oltre 100/150 miliardi delle vecchie lire, rappresenta una delle più
belle realtà industriali siciliane. Attualmente, si producono 320
mila tonnellate annue di marmo, di cui ben il 90% viene esportato allestero,
principalmente nei paesi del medio oriente, che assorbono il 70% della
produzione, mentre il 15% viene collocato nellestremo oriente e
la restante parte va suddivisa tra il mercato americano ed europeo. Questi
numeri afferma lassessore alle attività produttive,
nonché imprenditore, Nicolò Incammisa non esprimono
solamente limportanza strategica del comparto marmifero di Custonaci
nellintera economia isolana, ma offrono, altresì, un valido
esempio per il rilancio concreto delle attività imprenditoriali
in Sicilia. Naturalmente, anche a Custonaci si vivono alcune problematiche
legate alla produzione del materiale lapideo, come ad esempio lo smaltimento
dei residui della lavorazione o la scarsità dacqua, questultima
indispensabile per realizzare il prodotto finito.
Ecco perché - prosegue
Incammisa - lamministrazione comunale targata Bica ha lanciato,
già da tempo, il progetto di Custonaci Città Internazionale
dei Marmi, che prevede, per lappunto, il riutilizzo delle
acque reflue di depurazione ai fini industriali e la rimozione dei ravaneti
di cava, che si attestano a circa 120.000 metri cubi annui, attraverso
ingegnosi sistemi di riciclaggio. Il progetto prevede, tra laltro,
anche il completamento della scuola del marmo già esistente, listituzione
dellI.R.M.S (Istituto Regionale dei Marmi Siciliani) e la fruizione
del piano regionale delle cave, che è finalmente in dirittura di
arrivo, anche grazie al nostro interessamento.
Custonaci entra nel PIT
Rientra tra gli undici Enti locali che hanno aderito
al PIT, ovvero al Progetto Integrato Territoriale, il comune
di Custonaci. Si tratta di una iniziativa tra vari Enti locali, la cui
organizzazione è stata demandata al Comune di Marsala quale capofila.
All'interno del progetto, Custonaci aderisce al PIT Alcinoo
interessato allo sviluppo territoriale, con l'intento di seguire due percorsi
paralleli: il primo legato ad una valorizzazione del territorio che metta
in risalto l'interconnessione tra le diverse risorse di un individuato
sistema intercomunale; il secondo che, calandosi nella realtà locale,
valuti l'opportunità di sfruttare al meglio quegli elementi d'attrazione
presenti nel territorio che, per la loro ricchezza ed unicità,
si presentano come una realtà irripetibile. 
In questa fase, Custonaci ha scelto la via della crescita del settore
turistico ed agro-alimentare. Per questo motivo, l'amministrazione intende
valorizzare la cultura, le tradizioni ed il patrimonio storico artistico
quali basi per una vera e propria strategia di sviluppo. Per raggiungere
tale obiettivo si punta sull'incremento della attività imprenditoriale,
sulla rivalutazione e ricostruzione di tradizioni ed usanze, nonché
sulla definizione di percorsi formativi capaci di fornire adeguata promozione
e crescita al settore individuato.
Superata la presentazione, poco comprensibile, forse, per i non addetti
ai lavori, passiamo ai dati di fatto attraverso le dichiarazioni del sindaco
ingegnere Giuseppe Bica e dell'assessore ai Lavori Pubblici Giovanni Noto.
Progetto Alcinoo
Il Progetto vede coinvolti, oltre a Custonaci,
i comuni di Marsala, San Vito Lo Capo, Buseto Palizzolo, Gibellina, Castellammare
del Golfo, Petrosino, Salemi, Vita e Pace co. Il comune di Marsala, rappresentante
dei promotori della proposta PIT, è stato delegato di tutti i poteri
relativi alla organizzazione ed al coordinamento. Sempre a Marsala ha
sede l'organismo d'attuazione e gestione del piano. Tale organismo esprime
una Assemblea Generale costituita dai rappresentanti dei comuni aderenti
(conferenza dei sindaci), al fine di assicurare la reciproca collaborazione
e lo stretto collegamento delle attività del progetto con le istituzioni
locali.
L'operatività dei comuni sarà alla costante attenzione di
un Comitato di Sorveglianza che ha la funzione di garantire il continuo
controllo delle attività di gestione, mentre un Ufficio comune
gestirà la definizione ed il coordinamento delle competenze assegnate
ai vari Enti locali.
Il Sindaco Bica su PIT e Agenda 2000
Custonaci, ha chiesto ed ottenuto un finanziamento
che, in questo caso specifico riguarda un'opera pubblica, ovvero la sistemazione
della strada che partendo da Cala Buguto, a Cornino, e passando dalla
grotta Mangiapane conduce a Scurati, piccola contrada del paese. L'impegno
di spesa, già totalmente coperto da progetto, è di 600.000
Euro ( circa 117 milioni di ex lire) e la realizzazione prevede l'utilizzo
di materiale ecologico.
Giuseppe Bica, intervenendo sull'argomento ha dichiarato: E' un'opera
che rientra in un programma più generale che, all'interno del PIT
complessivo, mira a valorizzare prevalentemente i prodotti agricoli locali
e la loro promozione anche con iniziative come i musei. Tra l'altro -
continua Bica- stiamo lavorando ad un altro progetto che, pur simile al
PIT nelle finalità, non è ad esso direttamente collegato.
Infatti, questo, punta ad ampliare l'area di pertinenza della grotta Mangiapane
e prevede la rimozione di tutti quei detriti di cava che deturpano la
zona circostante la preistorica insenatura. L'intervento, che comprende
anche l'acquisizione di un capannone poco distante e la sua trasformazione
in struttura di supporto e di servizio al museo, comporterà una
spesa di 3.491.000 Euro ( sei miliardi e settecento milioni di ex lire),
con finanziamento europeo attraverso i fondi stanziati attraverso Agenda
2000.
Le
preziose pietre di Custonaci sono prevalentemente calcaree e, pertanto,
nelle ere geologiche hanno innescato i cosiddetti fenomeni carsici, dando
origine a numerose e bellissime grotte, antropizzate fin dal Paleolitico
Superiore. Tra le suddette grotte, una delle più belle, e in assoluto
la più caratteristica è la Grotta Mangiapane, così
denominata dal nome del nucleo familiare che vi abitò dal 1800
sino alla fine dell'ultima grande guerra. In questo spazio ampio e profondo,
dotato di una apertura molto alta, circa 80 metri e profonda 70, furono
costruite, nel corso del tempo, addossate alla parete della grotta, tante
piccole case, delle stalle e un forno per il pane, mentre adiacente alla
grotta sorsero varie altre costruzioni rurali. Nella grotta "Mangiapane"
nel 1983 ha avuto inizio l'avventura del Presepe Vivente. L'esperienza,
nata dallo spirito religioso popolare e derivata dalle sacre rappresentazioni
svolte nel Santuario della Madonna di Custonaci dal 1974 al 1981, giunta
alla quindicesima edizione, oggi rappresenta un documento ed una testimonianza
di forte identità turistica e culturale. Intorno al fatto religioso
si sono via via concretizzate esperienze dì lavoro artigiano e
rurale che hanno dato vita ad una "messa in scena», viva e
affascinante. In un'ambiente organico e armonico caratterizzato dalla
pietra viva, che mentre costruisce i volumi delle case delimita e marca
lo spazio circostante con muri a secco, contadini, pastori, donne, bambini,
venditori e animali si muovono su uno scenario sacralizzato da gesti,
voci, suoni e odori antichi. Nella dimensione essenziale di una bottega
o di una stanza, gli attrezzi, gli oggetti,i manufatti raccontano di un
universo culturale definito: la vita agricolo-pastorale ed artigianale
nell' agro ericino alla fine del 1800. Tutto questo accade veramente come
accadde veramente la nascita di Cristo: atto d' amore supremo perché
l'uomo rínascesse libero dal peccato e dalla morte. Atto d'amore
che si rinnova anche attraverso gli uomini e le donne di Custonaci che
con il loro impegno contribuiscono a rinsaldare i vincoli di tutta una
Comunità.

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